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E so' 18...

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La maggior età rappresenta un traguardo importante..si sa! Quando si raggiunge bisogna festeggiarla per bene e a Renato non è mancato nulla. Merito della mamma e della zia aver pensato per lui a qualcosa di davvero speciale: una festa dal sapor partenopeo!

Quando mi è stato comunicato questo tema ho subito pensato che sarebbe stato perfetto per una festa di 18 anni; un tema fresco e vivace.

Location scelta lo splendido albergo della famiglia di Renato: il Mec Paestum Hotel *****.

La prima cosa da fare era pensare subito alla grafica dell’evento, anche perché bisognava subito consegnare gli inviti.

Dopo vari schizzi ecco l’idea che mi ha convinta di più: ad annunciare l’evento un grosso “E so’ 18!!!” formato da lettere stese come fossero i classici panni dei quartieri spagnoli messi ad asciugare al sole. In un angolo Pulcinella con la sua tammorra annunciava un dopo cena divertentissimo in un dialogo surreale con i faraglioni. Ad abbellire l’invito spago e peperoncini tenuti fermi da una mollettina di legno. Il tutto stampato su un cartoncino ruvido ed un pò ingiallito.

La stessa veste grafica sarebbe stata usata anche per il grosso tableau dove scrivere dediche per il festeggiato e per il menu, nonché per le bomboniere in perfetto stile napoletano: 200 tamburelli dipinti a mano e pieni di nastri colorati!

Per l’allestimento mi è sembrata originale l’idea di proporre centrotavola formati da tazzine e macchinette del caffè riempite da margheritine, peperoncini e carte napoletane e poggiate su un minitavolino ricoperto dalla tovaglietta a quadri bianchi e rossi tipica delle osterie.

Nei piatti mascherine di cartone nero unite a tre peperoncini da un filo di spago fungevano da simpatici segnaposto utilizzabili anche come segnalibro e, poggiate al tovagliolo piegato a forma di cappuccio, sembravano tante maschere di Pulcinella che davano un tocco molto divertente alla sala.

Dal buffet, decorato con grossi limoni, fino al dolce, tutto era ispirato all’inconfondibile gusto e colore della cucina napoletana, sapientemente rivisitata dalle mani esperte dello chef.

Durante la cena placè mi è stato chiesto di pensare anche all’intrattenimento degli ospiti con il mio quartetto jazz.. per la serie “Non facciamoci mancare nulla”!

Al momento del taglio della torta tutti gli ospiti sono rimasti a bocca aperta davanti alla “caotica” bontà a cinque piani che ho disegnato per Renato, ricoperta da peperoncini, limoni, strumenti musicali tipici della musica napoletana, ferri di cavallo, numeri del lotto, pizze e tazzine di caffè... insomma... un vero omaggio all’esuberanza partenopea!

La vera sorpresa della serata è stata svelata solo al momento del taglio della torta quando Renato ha scoperto che, ad aspettare tutti nel Roof Garden dell’albergo, c’erano Guido Lembo e la sua band, pronti a ricreare l’atmosfera del suo “Anema e core”, la taverna che anima e diverte le serate capresi.

All’uscita dalla sala tutti gli invitati, dopo aver preso le loro bomboniere/tamburelli che riempivano un caratteristico Ape Car, hanno raggiunto con l’ascensore il Roof Garden in compagnia di un vero Pulcinella che esortava: “Jamme jamme, ‘ncoppa jamme jà…”.

Anche il Roof Garden aveva subito la sua trasformazione e si era trasformato nei quartieri spagnoli con tanto di panni stesi! A quel punto è cominciata la vera festa e tutti si sono scatenati con i loro tamburelli in mano, deliziandosi di tanto in tanto con buonissimi finger cakes ispirati ai dolci napoletani.

Tutto perfettamente riuscito ma, per rispettare in pieno il tema napoletano, mancava ancora una cosa: la spaghettata delle quattro del mattino!!

Tonino Notari, che era tra gli invitati di questo pazzo evento, mi ha gentilmente regalato i seguenti scatti che, oltre a presentare al meglio i dettagli dell’allestimento, ben trasmettono l’allegria e la spensieratezza di quella serata.

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